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 Dopo le avversità... la felicità 
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Messaggio Dopo le avversità... la felicità
Un pensiero positivo e sicuramente motivante è quello in cui si cerca di vedere quel famoso risvolto della medaglia... le crisi, le avversità, gli ostacoli, i momenti "no" spesso sitrasformano un opportunità di crescita interiore, ci rafforzano, ci danno un ulteriore bagaglio di esperienza.

Questo stesso pensiero sembra essere ripreso e confermato dai risultati di una recente ricerca apparsa sul Journal of Personality and Social Psychology, secondo la quale alcune avversità della vita possono rafforzare l’adattabilità della mente ai problemi, migliorando lo stato di benessere generale e il senso di felicità.

Nello studio, i ricercatori dell’Università di Buffalo hanno preso in esame un campione di 2.398 soggetti arruolati in uno studio nazionale statunitense tra il 2001 e il 2004. Coloro che avevano fatto fronte ad alcune avversità nella vita, mostravano un grado più elevato di felicità e benessere mentale rispetto a chi non aveva incontrato particolari problemi nel corso dell’esistenza, oppure rispetto a chi aveva fronteggiato avversità giudicate di livello elevato.

"I nostri risultati rivelano che un passato con alcune avversità può condurre a un minor senso di angoscia, a una migliore funzionalità della mente, a un minor rischio di sintomi di disturbo post-traumatico da stress e a un più elevato grado di soddisfazione nei confronti della vita", sostiene Mark Seery, responsabile dello studio. Dai risultati è emerso, inoltre, che chi ha dovuto fronteggiare problemi in passato tende a reagire meglio alle avversità future e mostra una più flessibilità mentale.

"Benché abbiamo analizzato le principali avversità della vita, c’è ragione di credere che altre esperienze relativamente mondane possano contribuire alla flessibilità" – spiega Seery. "Ciò suggerisce che gli interventi psicoterapeutici pianificati con attenzione potrebbero essere in grado di raggiungere questi risultati, nonostante ci sia bisogno ancora di molto lavoro per comprendere appieno la vera radice della flessibilità mentale".

Fonte: Seery MD et al. Whatever does not kill us: Cumulative lifetime adversity, vulnerability, and resilience. Journal of Personality and Social Psychology 2010; DOI: 10.1037/a0021344


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23 ott 2010, 18:51
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Messaggio Re: Dopo le avversità... la felicità
Ricordo l'esperienza dello studioso di psicologia sociale Dan Ariely, che a causa di un incendio aveva dovuto sopportare dolori incredibili quando gli rimuovevano la pelle bruciata e le varie infezioni. Dopo questa esperienza non necessitava alcun tipo di anestesia dal dentista e condusse anche un esperimento con gli ex soldati controllando quanto resistevano con le mani dentro l'acqua a temperatura crescente rispetto a persone comuni, anche loro resistettero in media un tempo molto superiore rispetto alla gente comune.
Quindi sì, ciò che non uccide ti rende più forte è proprio vero :)

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17 feb 2011, 23:32
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Messaggio Re: Dopo le avversità... la felicità
MarcelloMarchese ha scritto:
Ricordo l'esperienza dello studioso di psicologia sociale Dan Ariely, che a causa di un incendio aveva dovuto sopportare dolori incredibili quando gli rimuovevano la pelle bruciata e le varie infezioni. Dopo questa esperienza non necessitava alcun tipo di anestesia dal dentista e condusse anche un esperimento con gli ex soldati controllando quanto resistevano con le mani dentro l'acqua a temperatura crescente rispetto a persone comuni, anche loro resistettero in media un tempo molto superiore rispetto alla gente comune.
Quindi sì, ciò che non uccide ti rende più forte è proprio vero :)


Ed in base a quanto scrivi e riporti, possiamo dire che: la testa fa la differenza... fino al punto di condizionare il fisico. Grazie Marcello per i tuoi contributi!

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18 mar 2011, 19:25
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